Dagli albori di internet, il sacro mantra per un gestore di affitti brevi è stato: “Sii presente su Google e domina le OTA (Booking, Airbnb…)”. Questi due canali rappresentano infatti l’autostrada per intercettare i viaggiatori e ricevere prenotazioni. Le persone ancora oggi digitano una destinazione su Google o aprono una delle grandi piattaforme, scorrono gli elenchi e prendono una decisione. Qual modello però sta già iniziando a cambiare rapidamente, calando per via di una trasformazione epocale nel comportamento degli utenti. Il responsabile? L’intelligenza artificiale. Ed è importante muoversi prima che sia troppo tardi.
Come stanno cambiando le ricerche dei viaggiatori
Il viaggiatore moderno è tendenzialmente sempre più pigro e non vuole più passare ore a scorrere centinaia di schede o risultati di ricerca. Pensiamo a strumenti come ChatGPT o gli assistenti intelligenti integrati nei motori di ricerca, stanno velocizzando questo processo e cambiando il modo in cui le persone cercano online.
Dove prima si scriveva “Affitti brevi Roma centro con parcheggio“, oggi si chiede a ChatGPT e simili: “Organizzami un weekend di tre giorni a Roma per una famiglia con due bambini, che combini visite a musei e un appartamento vicino a una fermata della metro, che abbia anche un parcheggio e sia sotto i 150 euro a notte.“. L’intelligenza artificiale darà una risposta al prompt, consigliando strutture e attività. Provare per credere. E chi non c’è in queste risposte sarà inevitabilmente tagliato fuori.
L’utente non vuole più una lista di link o di schede, ma una risposta curata e immediata che gli presenti la soluzione perfetta, già filtrata e personalizzata. L’IA, attingendo a enormi database di informazioni e, sempre più spesso, integrandosi direttamente con i sistemi di prenotazione, è in grado di fornire un pacchetto di suggerimenti pronti per la conversione in un tempo infinitesimale.
Come vengono selezionate le strutture dall’IA
Se l’Intelligenza Artificiale diventa il “portiere digitale” che seleziona le strutture da raccomandare, il rischio per gli operatori degli affitti brevi che non si adeguano è drammatico: scomparire dal radar delle nuove prenotazioni.
Quando un viaggiatore riceve una risposta esauriente e personalizzata dall’IA, la probabilità che si sposti su Google o sulle OTA per cercare altrove si riduce drasticamente. Non è più sufficiente avere il sito web: bisogna essere citabili e raccomandabili dall’intelligenza artificiale.
Se la tua struttura non ha una presenza digitale ben strutturata e i tuoi contenuti non sono ottimizzati per essere compresi e valorizzati da questi nuovi algoritmi, sarai semplicemente escluso dalla conversazione. Le recensioni e i dettagli specifici del tuo annuncio (come la presenza del Wi-Fi, la vicinanza a un punto di interesse specifico, o il dettaglio di un servizio extra) sono un punto di partenza per far capire all’algoritmo la tua proposta di soggiorno, ma servono sempre più citazioni e link verso il tuo sito per entrare in questo nuovo circuito.
Cosa fare oggi per non restare fuori
Per non soccombere, gli operatori devono abbracciare un nuovo paradigma di ottimizzazione, che va oltre il classico sito web moderno. Significa assicurarsi che i propri contenuti online siano chiari, coerenti e ricchi di dettagli strutturati, in modo che l’IA possa estrapolare le informazioni e presentarle in modo convincente all’utente. Oltre a guidare l’IA verso la propria struttura con link e citazioni autorevoli.
In un settore in cui la rapidità è importante, ignorare questo cambiamento significa cedere un vantaggio competitivo enorme ai property manager che hanno già iniziato a pensare all’IA come al loro principale canale di distribuzione. Il futuro delle prenotazioni negli affitti brevi non si vince solo con i prezzi migliori, ma essendo la risposta giusta nel momento in cui l’Intelligenza Artificiale viene interpellata.



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